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sabato 16 luglio 2011

FRAMMENTO DI UN DIARIO DI VIAGGIO.... Comè - Benin - Africa - 10/2007

FRAMMENTO DI UN DIARIO DI VIAGGIO.... Comè - Benin - Africa - 10/2007

....Primo giorno di scuola!!! Sveglia presto, dobbiamo essere a scuola alle 8, devo fare il fotografo e installare la multifunzione sull’altro computer. Ma invece faccio l’aiuto maestro, se cosi mi posso definire.
Mi metto a fare un po’ di foto, poi inizio a far giocare i bambini con lo scivolo, poi con la palla e così via. Una grande emozione il primo giorno d’asilo, qualcuno che si adatta subito, qualcuno che come vede il suo amico si mette a giocare e qualcuno che inizia a piangere e vuole la mamma.
Da subito qualche bambino mi prende in simpatia e come mi sposto mi segue. Alle dieci sono già stanco come se fossero le ventidue. Mentre i bambini fanno la merenda, con un po’ di riso, vado con suon Nadine e un bambino, che non ha ancora smesso di piangere da questa mattina, a fare le nostre commissioni. Gommista, elettrauto (che non c’è) e a cercare il materiale elettrico per collegare il regolatore di tensione.
Torniamo e come ovvio non mi metto a fare il tecnico ma a giocare di nuovo con i bambini. Il sole picchia forte e stiamo al coperto, ma nelle aule c’è caldo perché non ci sono i plafoni e il tetto in eternit fa come effetto forno. Per fortuna delle nuvole ci aiutano. I bimbi iniziano ad andare in crisi e uno dietro l’altro iniziano a piangere. Che bel concerto!! Mi metto a giocare con un bimbo, poi inizio a chiamare quelli che ci guardano, allora metto un po’ di sedie per formare un semicerchio e inizio a farmi battere un “cinque” sulle mani. Uno alla volta, sempre più veloce.
Arriviamo ad essere in otto, qualcuno che partecipa e qualcuno che guarda. Mi diverto un sacco, è un emozione fortissima. Dopo un po’ si perdono in altri giochi, e il bimbo che era venuto con noi riprende a piangere, però standomi sempre vicino. Me lo metto sulle gambe e inizio a farlo saltellare. Dopo un po’ smette di piangere e poi crolla addormentato, che spettacolo non mi era mai capitato. Se ne sta buono per circa una mezzoretta, mentre ormai non sento più le gambe e ho il sedere devastato dalla sedietta di legno, ma non voglio svegliarlo.
Arrivano i genitori a prendere i bambini che non stanno a pranzo, e arriva anche la mamma del mio piagnucolone/dormiglione, che me lo prende dalle braccia e se lo carica sulla schiena. Mentre cerco di far circolare il sangue nelle gambe, mi viene quasi da piangere al pensiero che fra un mese tornerò a casa (cavoli siamo alla prima mattina, chissà fra un mese).
Il mio primo giorno di scuola non me lo ricordo e non avendo figli non so cosa si prova portarlo a scuola, ma questa mattina sarà difficile da dimenticare.

Una piccola considerazione, se mi sono preso gli orecchioni dando la mano a qualche bimbo in giro, non oso pensare cosa mi sarò preso oggi avendo avuto tutti quei bimbi addosso......

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